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ROMA, IL GIARDINO DELLA GIUSTIZIA ARIDO E ABBANDONATO. SECCHE LE 27 QUERCE PER I MAGISTRATI UCCISI DALLA MAFIA

“Roma non arretra davanti alla criminalità. Quello che abbiamo inaugurato oggi è un parco intitolato a 27 magistrati uccisi dalla malavita con 27 querce piantate in loro memoria. L’abbiamo pensato nel quartiere della Romanina, una zona già citata dalle cronache per episodi di violenza e abusi. Insieme alle autorità giudiziarie non abbassiamo lo sguardo. E oggi vogliamo ribadire che è forte la presenza delle istituzioni in difesa della legalità”, affermava la sindaca 5 Stelle di Roma, il 7 novembre 2018, inaugurando insieme all’allora ministro della Giustizia Alfonso Bonafede il Giardino della Giustizia.

Ventisette alberi piantati in ricordo di 27 magistrati uccisi nell’esercizio del loro dovere. Lapidi con i nomi di Antonino Scopelliti, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e tanti altri.

Altro che memoria da tutelare. Tra incuria, degrado, abbandono, dopo neppure tre anni, il Giardino della Giustizia è ridotto a un mucchio di tronchi inariditi, sterpaglie e foglie secche.

Le querce sono morte una seconda volta, dopo essere state ripiantate la scorsa estate, per lo stesso motivo, distrutte dalla siccità, dall’assenza di quella manutenzione quotidiana indispensabile per tenere viva la Memoria fondamentale per i giovani che avevano assistito alla cerimonia inaugurale e ci avevano creduto.

Proprio oggi, 19 luglio, ricorre il 29mo anniversario della strage di Via D’Amelio nella quale perse la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.

Ieri il Tg2 ne ha parlato in un servizio.

Foto e video: Rai Tg2 e Comune di Roma